Martedì 27 aprile 2010 si è svolta alla Pontificia Università
Antonianum la consueta giornata di studio promossa dall’Istituto
Francescano di Spiritualità. Dopo aver affrontato il tema
della santità francescana oggi come frutto
autentico della “grazia delle origini”, quest’anno la giornata di
studio ha messo a tema lo stato della vocazione francescana nel
mondo, mediante il confronto di testimonianze di vita
francescana in Europa, America, Asia e Africa. La vocazione
francescana – come tante altre forme di vita consacrata oggi – sta
attraversando un periodo di transizione e di trasformazione che
forse si potrebbe riassumere con questi due termini: da una santità funzionale ad una vita, la cui rilevanza non è più tanto
legata alle opere e alle grandi istituzioni, ma alla trasmissione
dello spirito delle beatitudini al mondo di oggi.
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Sono
molti gli interventi che ci hanno accompagnato in questa ricerca di
una presenza significativa della vocazione francescana nel mondo di
oggi. Nella sua introduzione il preside, fr. Paolo
Martinelli, OFM Cap., ha descritto la vocazione francescana in
un movimento di espansione e di ripensamento. L’interculturalità
ormai non fa soltanto parte del carisma francescano, ma è proprio
entrato nell’anima della vocazione francescana e influisce
fortemente sulla forma in cui questa è vissuta nei vari continenti.
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La realtà
della vocazione in America Latina viene presentata da fr. Nestor
Schwerz, definitore generale dell’OFM, come una realtà molto
ricca e variegata. “Siamo una famiglia ancora molto numerosa, ma
non molto visibile e con degli organismi assai fragili”, dice
fr. Nestor. La vocazione francescana in America Latina ha conosciuto
un periodo molto creativo ed attivo dopo il Concilio Vaticano II con
nuove forme di evangelizzazione, ma negli ultimi anni molte comunità
si sono rese conto che hanno bisogno di un processo di discernimento,
ripensamento e in alcuni casi anche di ridimensionamento. Ci vorrà
in futuro una maggiore collaborazione tra i vari rami della famiglia
francescana nell’America Latina. Sarà sempre più importante offrire
dei percorsi formativi per i collaboratori dell’OFS e per i laici
interessati.
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Secondo fr. Jossy Fernandez, OFM Cap., preside del Franciscan Institute of Spirituality
of India, la vocazione
francescana in India approfitta della sensibilità per il sacro e
della stima per le varie forme di vita spirituale insite
profondamente nella tradizione dell’India. Questa sensibilità fino a
poco fa è stata mediata anzitutto dalle famiglie credenti e dalle
comunità parrocchiali. Inoltre, la vocazione francescana ha trovato
un terreno fertile in India proprio a causa del suo ideale di
semplicità, di fraternità e di minorità, un ideale che fa da
controparte a una società che ancora conosce all’interno di sé
grandi differenze a livello economico e sociale. Ma fr. Jossy non ha
nascosto la forte transizione in cui si trova la società in India a
causa dell’influsso dell’economia occidentale con le sue tendenze al
secolarismo e al consumismo, transizione che potrebbe avere delle
ripercussioni per la situazione della vocazione francescana in
India.
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Questo il compito che emerge per la famiglia
francescana, sintetizzato in alcuni punti da fr. Albert Schmucki,
OFM, Vicepreside dell’Istituto Francescano di Spiritualità:
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I fratelli e
sorelle francescani nei vari continenti non sono soltanto nel
ruolo di quelli che offrono e insegnano nei confronti del loro
contesto socio-culturale, ma la vocazione francescana riceve
anche nuova vitalità e nuova speranza dai valori tradizionali
delle culture in cui si incarna.
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Il carisma
francescano dispone di una flessibilità straordinaria che può
aprirsi alle esigenze e alle situazioni più diverse. La
sensibilità della vocazione francescana per la dignità della
persona umana e per il rispetto dei diritti umani è di per sé
una prospettiva profetica nel mondo di oggi.
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Il fascino che il carisma e particolarmente la contemplazione
francescana e clariana esercitano sulle persone delle più
diverse culture e nelle situazioni più diverse è un dono che
possiamo e dobbiamo offrire al mondo di oggi con gratuità, ma
anche con il coraggio di quelli che sanno che hanno qualche cosa
di molto prezioso da offrire.
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