L’XI Simposio intercristiano, organizzato dall’Istituto Francescano di Spiritualità dell’Antonianum:

Sant’Agostino, il più grande Padre
della Chiesa in Occidente,
Al centro del dialogo tra cattolici e ortodossi
3 - 5 settembre 2009

       Dal 3 al 5 settembre si è svolto presso il Collegio Internazionale san Lorenzo da Brindisi dei Frati Minori Cappuccini l’XI Simposio Intercristiano, organizzato dall’Istituto Francescano di Spi-ritualità della Pontificia Università Antonianum e dal Dipartimento di Teologia della facoltà teologica dell’Università Aristotiles di Salonicco.
      Il tema di quest’anno è stato assai significativo: Sant’Agostino tra Occidente e Oriente. Dopo aver messo a tema del 2007 nel X simposio un padre orientale – San Giovanni Crisostomo – si è sentito il bisogno quest’anno di studiare insieme il pensiero di un Padre della Chiesa particolarmente rappresentativo dell’occidente.

       Hanno partecipato ai lavori circa un centinaio di persone, tra docenti e dottorandi delle due realtà accademiche e dell’Istituto Patristico Augu-stinianum, che ha ampiamente collaborato allo svolgimento del Simposio, ospitando anche la conclusione dei lavoro il 5 settembre presso le proprie strutture.
        Alla prima sessione dei lavori ha partecipato anche fra Mauro J
öhri, Ministro Generale dell’Ordine Frati Minori Cappuccini – sponsor ufficiale dell’incontro -; il quale nel saluto iniziale ha manifestato la sua gioia di vedere non pochi frati cappuccini impegnati sul fronte del dialogo ecumenico mediante il confronto accademico.

       Nella sua introduzione al Simposio, S.E. Mons. Iohannis Spiteris (s), arcivescovo di Corfù, ha ricordato il recente carattere problematico della ricezione del pensiero di sant’Agostino da parte della teologia ortodossa, ritenuto da qualcuno causa di innumerevoli “eresie” dell’Occidente, manifestando l’esigenza di un confronto serio sui contenuti della teologia dell’autore delle Confessiones.

 

       Lo svolgimento del Simposio, con un dibattito franco e sincero, è servito per accorgersi quanto sia diversificata la ricezione del pensiero del grande santo di Ippona sia in Oriente che in Occidente. Sono stati affrontati i grandi temi della teologia agostiniana che sono percepiti con maggiore difficoltà in oriente, come ad esempio il suo pensiero trinitario, la dottrina sulla grazia e il peccato originale, la dottrina riguardante la sessualità e il matrimonio, il suo rapporto con i padri greci. Il Simposio si è rivelato assai fecondo, con un chiaro invito a superare alcuni pregiudizi dovuti perlopiù alla non conoscenza del reale pensiero agostiniano. Accanto ai pregiudizi, tuttavia, è stato anche mostrato che esiste una ricezione positiva di Agostino da parte di non pochi autori ortodossi lungo il secondo millennio. Certamente occorre fare in modo che il pensiero di Agostino venga conosciuto maggiormente anche in Oriente, mediante un accesso diretto alle fonti e una appropriata opera di traduzione in greco dei testi, per lo più ancora poco conosciuti.

       Interessante è stato anche notare la presenza di sant’Agostino nella tradizione francescana; la quale, pur nelle sue chiare diversificazioni interne, costituisce una significativa ricezione del pensiero del più grande padre della Chiesa in occidente. Particolare attenzione è stata data alla ricezione bonaventuriana del pensiero agostinano.

        Durante i giorni della permanenza della delegazione di Salonicco a Roma vi sono stati anche alcuni momenti fuori dal dibattito strettamente accademico di grande valore spirituale ed ecumenico. Particolarmente toccante è stata la celebrazione dei Vesperi in rito bizantino al termine dei lavori nella Chiesa di San Teodoro e il concerto “I ritratti di Maria” offerto all’AraCoeli in onore dei partecipanti al Simposio.

        Di grande rilievo, infine, sono state la partecipazione dei membri del Simposio all’Udienza Generale del Santo Padre, nella quale Benedetto XVI ha rivolto un saluto caloroso e l’augurio di scoprire Agostino come ponte tra Oriente e Occidente, e la Lettera autografa che il Sommo Pontefice ha inviato al Card. Walter Kasper, in occasione del Simposio Intercristiano. Nella quale tra le altre cose, leggiamo:
       “Mi rallegro anzitutto per tale iniziativa di fraterno incontro e confronto sugli aspetti comuni della spiritualità, che è linfa benefica per un più ampio rapporto fra cattolici e ortodossi. In effetti, questi Simposi, iniziati nel 1992, affrontano tematiche importanti e costruttive per la reciproca comprensione ed unità di intenti. […] Esprimo pertanto il cordiale auspicio che il vostro Simposio sia fruttuoso, quanto mai proficuo per scoprire convergenze dottrinali e spirituali utili a costruire insieme la Città di Dio, dove i suoi figli possano vivere nella pace e nella carità fraterna, fondate sulla verità della fede comune”.