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Dal 3 al 5 settembre si è svolto presso il Collegio
Internazionale san Lorenzo da Brindisi dei Frati Minori
Cappuccini l’XI Simposio Intercristiano, organizzato dall’Istituto
Francescano di Spi-ritualità della Pontificia Università
Antonianum e dal Dipartimento di Teologia della facoltà
teologica dell’Università Aristotiles di Salonicco.
Il tema di quest’anno è stato assai
significativo: Sant’Agostino tra Occidente e Oriente.
Dopo aver messo a tema del 2007 nel X simposio un padre
orientale – San Giovanni Crisostomo – si è sentito il bisogno
quest’anno di studiare insieme il pensiero di un Padre della
Chiesa particolarmente rappresentativo dell’occidente.
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Hanno partecipato ai lavori circa un
centinaio di persone, tra docenti e dottorandi delle due realtà
accademiche e dell’Istituto Patristico Augu-stinianum,
che ha ampiamente collaborato allo svolgimento del Simposio,
ospitando anche la conclusione dei lavoro il 5 settembre presso
le proprie strutture.
Alla prima sessione dei lavori ha
partecipato anche fra Mauro Jöhri,
Ministro Generale dell’Ordine Frati Minori Cappuccini – sponsor
ufficiale dell’incontro -; il quale nel saluto iniziale ha
manifestato la sua gioia di vedere non pochi frati cappuccini
impegnati sul fronte del dialogo ecumenico mediante il confronto
accademico.
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Nella sua introduzione al Simposio, S.E. Mons.
Iohannis Spiteris (s),
arcivescovo di Corfù, ha ricordato il recente carattere
problematico della ricezione del pensiero di sant’Agostino da
parte della teologia ortodossa, ritenuto da qualcuno causa di
innumerevoli “eresie” dell’Occidente, manifestando l’esigenza di
un confronto serio sui contenuti della teologia dell’autore
delle Confessiones.
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Lo svolgimento del Simposio, con un dibattito franco e sincero,
è servito per accorgersi quanto sia diversificata la ricezione
del pensiero del grande santo di Ippona sia in Oriente che in
Occidente. Sono stati affrontati i grandi temi della teologia
agostiniana che sono percepiti con maggiore difficoltà in
oriente, come ad esempio il suo pensiero trinitario, la dottrina
sulla grazia e il peccato originale, la dottrina riguardante la
sessualità e il matrimonio, il suo rapporto con i padri greci.
Il Simposio si è rivelato assai fecondo, con un chiaro invito a
superare alcuni pregiudizi dovuti perlopiù alla non conoscenza
del reale pensiero agostiniano. Accanto ai pregiudizi, tuttavia,
è stato anche mostrato che esiste una ricezione positiva di
Agostino da parte di non pochi autori ortodossi lungo il secondo
millennio. Certamente occorre fare in modo che il pensiero di
Agostino venga conosciuto maggiormente anche in Oriente,
mediante un accesso diretto alle fonti e una appropriata opera
di traduzione in greco dei testi, per lo più ancora poco
conosciuti.
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Interessante è stato anche notare la presenza di sant’Agostino
nella tradizione francescana; la quale, pur nelle sue chiare
diversificazioni interne, costituisce una significativa
ricezione del pensiero del più grande padre della Chiesa in
occidente. Particolare attenzione è stata data alla ricezione
bonaventuriana del pensiero agostinano.
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Durante i giorni della permanenza della delegazione di Salonicco
a Roma vi sono stati anche alcuni momenti fuori dal dibattito
strettamente accademico di grande valore spirituale ed ecumenico.
Particolarmente toccante è stata la celebrazione dei Vesperi
in rito bizantino al termine dei lavori nella Chiesa di San
Teodoro e il concerto “I ritratti di Maria” offerto
all’AraCoeli in onore dei partecipanti al Simposio.
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Di grande rilievo, infine, sono state la partecipazione dei
membri del Simposio all’Udienza Generale del Santo Padre,
nella quale Benedetto XVI ha rivolto un saluto caloroso e
l’augurio di scoprire Agostino come ponte tra Oriente e
Occidente, e la Lettera autografa che il Sommo Pontefice ha
inviato al Card. Walter Kasper, in occasione del Simposio
Intercristiano. Nella quale tra le altre cose, leggiamo:
“Mi
rallegro anzitutto per tale iniziativa di fraterno incontro e
confronto sugli aspetti comuni della spiritualità, che è linfa
benefica per un più ampio rapporto fra cattolici e ortodossi. In
effetti, questi Simposi, iniziati nel 1992, affrontano tematiche
importanti e costruttive per la reciproca comprensione ed unità
di intenti. […] Esprimo pertanto il cordiale auspicio che il
vostro Simposio sia fruttuoso, quanto mai proficuo per scoprire
convergenze dottrinali e spirituali utili a costruire insieme la
Città di Dio, dove i suoi figli possano vivere nella pace e
nella carità fraterna, fondate sulla verità della fede comune”.
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