MERCOLEDÌ DELLE CENERI 2026
Oggi, 18 febbraio 2026, iniziamo il nostro cammino quaresimale. Il Mercoledì delle Ceneri inaugura la grande stagione liturgica della Quaresima, il pellegrinaggio di quaranta giorni della Chiesa verso la Pasqua. Nel Vangelo proclamato oggi (Matteo 6:1–6, 16–18), Cristo ci guida alla preghiera, al digiuno e all'elemosina, non come performance esterne, ma come atti di conversione interiore. La Quaresima non è minimalismo spirituale; è un ritorno al cuore.
Le ceneri che riceviamo tracciano il segno della Croce sulle nostre fronti. Sono sia antropologia che profezia. "Ricordate che siete polvere, e alla polvere tornerete" (cfr. Libro della Genesi 3:19). In una cultura intossicata dall'autosufficienza, il Mercoledì delle Ceneri restituisce la verità: siamo finiti, fragili, radicalmente dipendenti da Dio. Eppure le ceneri sono poste sotto forma della Croce, perché la nostra mortalità è stata entrata e redenta da Cristo.
I quaranta giorni ricordano i quarant'anni di Israele nel deserto e i quaranta giorni di tentazione di Cristo (cfr. Vangelo di Matteo 4:1–11). Il deserto non è vuoto; È il luogo della purificazione, dove i falsi titoli cadono e la fedeltà al patto viene rinnovata. La Quaresima, quindi, è ecclesiale e sacramentale: tutta la Chiesa cammina insieme verso il rinnovamento della grazia battesimale a Pasqua. Il digiuno disciplina il desiderio e mortifica i sensi. L'elemosina ordina giustizia e carità. La preghiera riorienta l'anima verso la comunione con il Padre. Queste non sono semplici pratiche; sono la partecipazione all'offerta personale di Cristo.
Il Mercoledì delle Ceneri ci affronta con due verità tenute in tensione: siamo polvere e siamo destinati alla gloria. La Quaresima è il passaggio dall'uno all'altro, attraverso il pentimento, verso la resurrezione. Possa questo viaggio purificare i nostri cuori, rinnovare la nostra grazia battesimale e avvicinarci al mistero della Croce e alla gioia della Resurrezione. Amen
CELEBRAZIONE DELLA FESTA DI SAN FRANCESCO D’ASSISI
La comunità del Collegio Internazionale San Lorenzo da Brindisi ha vissuto con profonda gioia la festa del nostro Serafico Padre San Francesco d’Assisi. I giorni precedenti sono stati caratterizzati da una novena di preparazione, che ha permesso ai frati di entrare gradualmente nel clima spirituale della solennità.
La vigilia della festa è stata segnata dalla celebrazione del Transito di San Francesco, arricchita da una riflessione intensa e toccante di fra Bernardo Molina, docente presso la Pontificia Università Antonianum, che ha aiutato la comunità a riscoprire il valore della semplicità evangelica e della fraternità.
Nel giorno della solennità, 4 ottobre, al mattino, la comunità si è riunita nel bosco del Collegio per un gesto simbolico e profetico: la piantumazione di cinque alberi, donati dal gruppo “Le Donne dell’Unione Mondiale delle Organizzazioni Femminili Cattoliche e il gruppo “Ecco queste Mani”, in occasione del decimo anniversario dell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco. Un segno concreto di attenzione alla casa comune e di gratitudine per il dono del creato.
Alle ore 12 si è tenuta la solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal Padre Rettore, fra Kilian Ngitir, che ha invitato tutti a custodire la gioia della vocazione e a vivere ogni giorno con spirito francescano, nella fraternità e nel servizio.
La giornata si è conclusa in un clima di profonda gratitudine e comunione, con l’auspicio che questa festa rinnovi in ciascuno la gioia di appartenere a Cristo sulle orme di San Francesco e renda sempre più feconda la vita fraterna nel Collegio.

Arrivo di Fra Uchenna Ifeanyichukwu Ezeihejeafor







